Morgan tossico e Sanremo: una grande operazione di comunicazione
Secondo me quella di Morgan è stata una grande operazione di comunicazione. Da veri professionisti. Autori: Morgan, il Festival di Sanremo, la Rai, Porta a Porta e Max.
Altro che la vicenda di un povero ex-tossico che si lascia andare durante una intervista e poi va in tv a sostenere che era una richiesta di aiuto. La costruzione è da veri maestri.
In effetti, nel quadro del Festival, già sottotono per lo scarso appeal di partecipanti e conduttori, Morgan sarebbe stato “solo” uno dei partecipanti, con 2 comparsate di pochi minuti e il rischio concreto di finire nelle retrovie. E tutto sarebbe finito lì.
Certo, sarebbe stato “pompato” ugualmente, ma sai che fatica a competere mediaticamente contro le acconciature della Clerici o l’ennesima spallina birichina di qualche giovane o stagionata partecipante.
Invece, in questo modo, i conti tornano per tutti. Infatti,
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Morgan non fa nemmeno la fatica di andarci, a Sanremo, e prestandosi a passare per ex-fumatore di crack ottiene una esposizione mediatica 100 volte superiore a qualsiasi esibizione canora sul palco dell’Ariston.
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La Rai ha un traino incredibile al Festival, fino ad oggi esistito solo sui promo delle sue reti, facendolo “tracimare” su tutti i media.
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Il Festival ha fortissimo ritorno mediatico e si gongola già ora sulla suspence generata dal dilemma se invitare Morgan non più come partecipante ( perché i drogati non sono degni di essere in gara di San Remo), ma come ospite fuori concorso.
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Porta a Porta ha avuto l'ennesimo successo di audience, montando una trasmissione geniale con ingredienti quali il cantante maledetto, i giovani e la droga, Don Mazzi, l’antropolgo-psicologo che racconta che farsi fa male (!), lo psichiatra che dice che la coca non cura la depressione ( ma va ?) ecc. ecc., dove l’unico intervento sincero e spontaneo è stato quello del Ministro Moroni.
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Max ha avuto un lancio per il prossimo numero che non avrebbe ottenuto nemmeno investendo 10 milioni di pubblicità.
Tutti felici e contenti. Compresi gli investitori pubblicitari su Sanremo e su Max.
Però che non pensino che non abbiamo capito e, soprattutto, non pensino di aver fatto un bel servizio a quelli che si drogano davvero e che davvero stanno male.
Corto Maltese